domenica 26 febbraio 2012

digiuno, preghiera... ELEMOSINA!

Le centinaia di persone che tutti i giorni
vanno alla mensa dei poveri dei Frati
Cappuccini di Borgo Palazzo a Bergamo
panéra, panér, scrégn… sembra che si dica così la parola “madia” in bergamasco. Magari a Laxolo c’è un altro termine per indicare la madia… ma cos’è una madia? Forse nelle nostre case moderne non ce n’è più nemmeno una; le hanno prese tutti gli antiquari per restaurarle e venderle a prezzi esagerati!
Secondo il dizionario, “madia” è un «Cassettone in legno con coperchio che si usava nelle case di campagna per impastare il pane e per custodirvi farina, lievito e altre sostanze alimentari; per estensione il termine significa anche “dispensa”, “credenza”».
Ol panér di poarècc
Inizio il foglietto di questa settimana con una definizione del dizionario perché in questa Quaresima vorrei che ci fosse una madia speciale nella nostra casa, in chiesa. Una madia che faccia da dispensa per chi non ha nulla da mangiare.
I tre atteggiamenti chiave del tempo di Quaresima sono preghiera, digiuno ed elemosina. Nessuno di questi tre aspetti del nostro cammino di conversione può andare avanti senza gli altri due. Per prima cosa, non si può pregare davvero senza mettersi in atteggiamento di povertà attraverso il digiuno e l’astinenza. In secondo luogo, rimarrebbe morta e senza effetto una preghiera che non sfociasse in opere di carità: l’elemosina appunto.
La Parola di Dio ci presenta Gesù che va per quaranta giorni nel deserto per vivere il momento della prova. Il deserto è il luogo della povertà, della solitudine, della prova. Solo immedesimandoci nelle condizioni di chi vive veramente la prova possiamo comprendere cosa significhi sperimentare la fame, la solitudine, il bisognoCondividere i bisogni significa condividere il senso della vita.
Il nostro digiuno e la nostra preghiera vogliono allora prendere forma nella solidarietà concreta, in un atto di carità che è la condivisione.
Ecco perché in chiesa ci sarà una madia per i poveri, dove portare generi alimentari di prima necessità che daremo alla mensa dei poveri dei Frati Cappuccini di Borgo Palazzo in Bergamo. È un gesto concreto e semplice che abbiamo scelto col nostro Gruppo Missionario parrocchiale.
Ogni giorno sono circa 140 i pasti caldi che vengono distribuiti dal Convento di Borgo Palazzo a tutti coloro che chiedono, e le necessità si moltiplicano.
Non sono solo stranieri, ci sono anche molti italiani e bergamaschi, e aumentano sempre più.
«Tutto è per tutti e senza alcun limite - ripetono i frati - come voleva San Francesco».
Se mentre facciamo la spesa allora mettiamo la mano sul cuore e acquistiamo anche qualcosa per i poveri (pasta, riso, cibi in scatola, sale, zucchero, olio, conserve…) e lo mettiamo nella madia che c’è in chiesa, sarà un po’ come far sedere alla nostra tavola i tanti poveri che stanno in mezzo a noi e rendono presente Gesù.