lunedì 17 settembre 2018

Un tetto sulla testa

Si sa che l’elemento fondamentale di un edificio sono le sue fondamenta (e non a caso Gesù nel Vangelo, per parlare dell’uomo saggio che ascolta e mette in pratica la Parola di Dio, lo paragona ad una casa fondata sulla roccia). Ma anche il tetto ha la sua importanza fondamentale. Se il tetto di una casa si guastasse e nessuno lo riparasse in tempo, prima di far infiltrare pioggia e intemperie varie, quella casa andrebbe presto in rovina, pur essendo poggiata su solide fondamenta.
Tutto questo prologo per introdurre un argomento molto pratico e concreto: il nostro oratorio ha bisogno di un nuovo tetto.
«Come nuovo tetto?! Mica è arrivata una tromba d’aria!» – si dirà qualcuno dei lettori.
È vero, il tetto – come del resto l’ala nuova dell’oratorio – è di recente fattura, e non ha subito particolari situazioni atmosferiche avverse ed eccezionali.
Ma la sua condizione è così pessima che ne rende necessario il rifacimento totale.
Purtroppo l’esecuzione originale dell’attuale copertura non è stata realizzata in modo ottimale, e – in alcune particolari situazioni – si verificano delle importanti infiltrazioni di acqua che arrivano a danneggiare la gettata di cemento e mattoni forati e il sottostante controsoffitto in cartongesso.
Spiegata nel modo più semplice e meno tecnico possibile: le attuali lastre di copertura sono di dimensioni piuttosto ridotte e presentano – perciò – diverse sovrapposizioni. In concomitanza di queste sovrapposizioni (e, in particolar modo, dove si deve infilare anche una scossalina, come per il comignolo della caldaia, i due paletti della “linea-vita” e il palo dell’antenna) vi sono dei sollevamenti tali (anche 2-3 centimetri) che lasciano entrare acqua al di sotto delle lastre nei momenti in cui sul tetto è presente neve bagnata e contemporaneamente piove (invece quando piove semplice-mente, lo scorrimento dell’acqua è sufficientemente veloce da non permetterne la risalita verso la fessura di sovrapposizione). Inoltre, la guaina impermeabile che fa da ultimo strato protettivo prima della gettata in cemento, è stata tutta forata dai tiranti usati per fissare le lastre coibentate al tetto stesso (non si è fatto uso di travetti in legno, per ragioni di spessore insufficiente).
L’unica cosa possibile, non essendoci altre soluzioni semplicemente “di riparazione”, è rifare completamente il tetto.
Da qualche mese stiamo contattando diverse ditte edili e di specialisti del settore delle coperture, con le quali (coordinati dall’Architetto Matteo Invernizzi, progettista del nostro oratorio) stiamo prospettando diverse soluzioni, tra cui anche quella (più probabile) di realizzarlo non più con lastre metalliche coibentate e isolate, ma con un massetto leggero e una copertura finale di guaina ardesiata (di colore rosso simile al coppo).
Tutti i preventivi che stiamo valutando sono piuttosto costosi (dai 30.000 ai 40.000€ + IVA, più costi tecnici) e richiederanno – oltre al permesso dell’Ordinario in Curia (essendo una spesa che supera i 25.000€) – la disponibilità di diversi soldi, che non abbiamo.
Attualmente l’attivo della nostra gestione patrimoniale si aggira sui 32.000€.
È del tutto evidente che non siamo nelle condizioni di affrontare un lavoro simile, se non prima mettendo da parte la cifra necessaria (questo è anche uno dei requisiti richiesti dalla Curia per rilasciare il permesso di manutenzione straordinaria).

Sono quindi a tendere la mano perché – senza indire raccolte specifiche e straordinarie – ci facciamo tutti carico di questo problema (facendo girare la voce anche tra chi non è abbonato al Notiziario o “non è molto di chiesa” e perciò non sente gli avvisi), e poi, mettendo una mano sul cuore e una nel portafogli per evitare che il nostro nuovo oratorio possa danneggiarsi in modo irreparabile e ci esponga a situazioni ancora peggiori…
Insomma, avere un tetto sulla testa, possibilmente integro ed efficiente, è una cosa essenziale e non procrastinabile.

Per chi volesse contribuire (oltre alla forma solita e ordinaria di mettere qualcosina in più nelle elemosine durante le Sante Messe o portare una busta al Parroco) c'è la possibilità anche di fare un bonifico sul Conto Corrente della Parrocchia, utilizzando le seguenti coordinate bancarie:

IBAN:         IT88I0311185463000000000696
Intestato a: Parrocchia di S.Gottardo
Causale:     Contributo per rifacimento tetto Oratorio