sabato 19 novembre 2011

Guardando il Calendario...


Se date un’occhiata al calendario sull’ultima pagina, forse vi accorgerete che sta terminando il mese di novembre e quest’anno manca qualcosa… non c’è in programma il Triduo dei Morti! Perché? Un’altra trovata del nuovo parroco? No, la cosa non è voluta – perlomeno non del tutto. Il motivo è che se l’avessimo programmato nelle settimana che inizia oggi, avremmo sovrapposto la conclusione del Triduo con la Prima Domenica di Avvento (come è già capitato l’anno scorso), e la cosa non è assoluta-mente consigliabile, perché l’Avvento (come la Quaresima) è uno dei Tempi Forti che la Liturgia ci chiede di caratterizzare e vivere in modo assolutamente rispettoso e unico, evitando di “appiccicarci” altre ricorrenze o celebrazioni devozionali. Andando a “spulciare” il registro delle Messe in sacrestia ho visto che questa cosa è successa praticamente solo l’anno scorso (probabilmente perché non era possibile fare diversamente) mentre gli altri anni il Triduo cadeva nei tre giorni che concludono la 33a settimana del Tempo Ordinario, terminando la Domenica di Cristo Re. Lì era senz’altro una collocazione più consona, ma ormai quest’anno siamo già alla domenica di Cristo Re… Non dobbiamo comunque dolerci di non aver riflettuto abbastanza sul tema della morte e delle “cose ultime”, perché mi sembra che abbiamo vissuto molto bene l’Ottavario dei Defunti nella prima settimana del mese. Nel frattempo, ho interpellato l’Ufficio Liturgico della Curia per avere un parere su quando sia opportuno collocare questi tre giorni (alcune parrocchie storiche lo celebrano nella settimana che precede il mercoledì delle Ceneri, quasi come austero “contraltare” al carnevale). Sarà comunque oggetto di riflessione e discussione comunitaria nel Consiglio Pastorale che andremo a far nascere nei prossimi mesi.
Guardando ancora il calendario noterete che sono iniziati i percorsi per i ragazzi della 3a media e delle superiori… È uno degli aspetti più importanti per la Comunità cristiana seguire i ragazzi nell’età delicata dello sviluppo e della crescita. Ma, come per il catechismo dei bambini, siamo senza persone che li seguano. Se davvero ci stanno a cuore i ragazzi e i giovani non basta “il parroco giovane” (perché non lo sarà per sempre)! Occorre che qualcuno si faccia carico di questo compito. È urgente! Chi ha orecchi per intendere… intenda!
Altro aspetto importante di cui farsi carico tutti quanti, come in ogni famiglia è il servizio. Anche le cose più umili e nascoste (come pulire la chiesa o l’oratorio) sono segno dell’affetto per la propria parrocchia e per i fratelli nella fede… anche qui siamo a corto di volontari… perché?