sabato 4 aprile 2015

A chi non fossero arrivati per posta... Auguri!

Carissimi fratelli e sorelle nel Signore,
quest’anno il nostro Vescovo ci ha chiesto di diventare sempre più “Donne e uomini capaci di Eucaristia”, cioè di vivere e capire sempre meglio il grande mistero che nutre e tiene viva la Chiesa.
Ma cos’è l’Eucaristia?
È la Messa… è la mensa.
Sì, una mensa, un banchetto, una cena, nella quale Gesù ci nutre.
Nell’ultima catechesi vicariale di Quaresima, il predicatore, don Giovanni, ci ha lasciato una provocazione suggestiva e toccante, venutagli da un libro studiato di recente… 
Perché Gesù si definisce il “Buon Pastore” ed è stato spesso rappresentato così dalla Chiesa primitiva? Perché Pastor (“pastore” in latino) è colui che dona il pasto. Il “buon Pastore” allora è colui che desidera donarci un pasto buono, portarci (proprio come fa il pastore con le pecore) verso pascoli erbosi e verdeggianti, perché possiamo trovare ristoro …e scoprire—alla fine— che questo pasto buono che ci è stato preparato è Lui stesso!
Il mio augurio di Pasqua allora è proprio che ci lasciamo guidare da questo Pastore ai verdi pascoli del suo cuore, che ci lasciamo portare—come i discepoli—nel Cenacolo, per poterlo incontrare.
San Tommaso ha rischiato di non incontrare Gesù Risorto perché—proprio il giorno di Pasqua—era uscito dal Cenacolo, si era allontanato dalla Comunità dei suoi fratelli!
E così i due discepoli di Emmaus (i quali, dopo aver rivissuto con Gesù i gesti dell’Ultima Cena, sono tornati di nuovo a riunirsi nel Cenacolo con tutta la Comunità).
Essere “Donne e uomini capaci di Eucaristia”, in questa Pasqua ormai alle porte, sia per tutti noi il tornare a riunirci nel Cenacolo, perché solo lì—con tutti i nostri fratelli—possiamo incontrare il Signore Risorto, e trovare ristoro e cibo per nutrire la nostra fame di Eternità.
Auguro a tutti voi una Santa e serena Pasqua, soprattutto alle famiglie segnate dalla fatica, dalla sofferenza e dal dolore.

Con affetto