sabato 15 settembre 2012

O siamo fratelli o non siamo cristiani


Stiamo iniziando un nuovo Anno Pastorale. Iniziamo un cammino impegnativo insieme a tutta la Chiesa e—in particolare—assieme alla nostra Diocesi di Bergamo.
Quest’anno il Vescovo ha scelto di non redigere un Piano Pastorale vero e proprio, ma di scrivere una lettera accorata che ci invita a raccogliere le tante provocazioni e occasioni che lo Spirito Santo ci mette a disposizione, anche grazie ad alcune ricorrenze molto significative per la Chiesa e per la nostra terra bergamasca. Il tema di fondo, il “filo rosso” che guiderà il nostro percorso è quello della fraternità. I fratelli sono quelle persone che non ci siamo scelti, ma che i nostri genitori ci hanno affiancato. Così nella Comunità cristiana, i fratelli non li abbiamo scelti: sono tali perché il nostro Dio è un Padre di una moltitudine immensa di figli e desidera che ci amiamo gli uni gli altri come fratelli, come ci ha mostrato Lui nell’Amore immenso e totale del suo Figlio Gesù.
Si impara ad essere fratelli tra di noi solo attraverso un cammino difficile e faticoso, fatto non tanto di tolleranza e sopportazione rassegnata gli uni degli altri, ma di ricerca di una vera e profonda conoscenza reciproca, in vista di una genuina stima vicendevole e di un affetto davvero intenso e sincero.
Non è stato facile nemmeno per la Chiesa dei primi secoli: gli Atti degli Apostoli al capitolo 15 ci raccontano che fin da subito ci fu bisogno di un Concilio per sanare una grande e penosa discussione fatta di diverbi, dissensi, discordie e animosità (il famoso Concilio di Gerusalemme—rappresentato anche nella bella Icona scelta come immagine del nuovo Anno Pastorale). Nel confronto a volte ci possono anche essere toni duri, a volte se ne esce con le ossa rotte… ma se non si perde di mira l’orizzonte comune, cioè il camminare tutti verso un unico Dio e Padre, allora si rimane fratelli, anzi: lo si diventa ancora di più.
Sono le sane litigate che ho fatto con mio fratello man mano crescevamo che hanno rinsaldato in me un legame indistruttibile con lui… Ad un certo punto (lo raccontano sempre gli Atti degli Apostoli al versetto 39 del capitolo 15) Paolo ebbe un diverbio così forte con Barnaba che si dovettero separare e andare ciascuno per una strada diversa! Ma alla fine della sua vita, l’Apostolo offrirà il suo sacrificio per tutti i fratelli nella fede, nessuno escluso: «Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo» (Gal 6,14). Forza, allora! Non lasciamoci scoraggiare dalle difficoltà e dalle incomprensioni che possono nascere tra noi (magari anche nelle discussioni animate al Consiglio Pastorale)! L’importante è che le battaglie nascano sempre a causa di una sincera e continua ricerca della strada verso l’unico Padre , e che—grazie a Lui—possiamo sempre superarle e costruire su di esse nuovi segni di fede e fraternità cristiana.