sabato 12 dicembre 2015

Cosa chiediamo quest'anno a Nostra Signora?

Eccoci anche quest’anno a vivere la festa solenne di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, in un momento tutto speciale e particolare, iniziato da pochi giorni: il Giubileo straordinario della Misericordia. Per offrirvi la mia riflessione, prendo spunto anche quest’anno da alcune parole dell’antica e cara preghiera della Novena a Nostra Signora che stiamo pregando in questi giorni. E non posso non scegliere—in questo anno così particolare—le parole «Apri al mondo i tesori inesauribili d’amore e di misericordia in Esso racchiusi». Maria è “madre di misericordia”. Così la invochiamo fin dalle prime parole della “Salve Regina”, no? Ma non è della sua misericordia che si parla, quando la si invoca con quel titolo. No: è la Misericordia di Dio. Solo Dio si può chiamare “buono e Misericordioso”. E Maria è colei che ha tanto conosciuto questo Cuore Misericordioso di Dio (contemplandolo nel suo Figlio Gesù) da diventarne la chiave più adatta per aprirlo e spalancarne i tesori immensi per tutti noi!
Perché tanto parlare di misericordia? Perché questa insistenza da parte di Papa Francesco fin dall’inizio del suo ministero? Mercoledì 9 dicembre, all’udienza generale nel giorno successivo all’apertura della Porta Santa, il Pontefice ha detto: «perché un Giubileo della Misericordia? Cosa significa questo? La Chiesa ha bisogno di questo momento straordinario. Non dico: “è buono per la Chiesa” questo momento straordinario. Dico: “la Chiesa ha bisogno” di questo momento straordinario». L’ha sottolineato alzando la voce, scandendo chiaramente le sillabe di quel “ha bisogno”. Da Vescovo di Roma e segno dell’Unità della Chiesa, Papa Francesco ha il compito di guardare dall’alto e vegliare sulla Chiesa di Cristo, per capire, attraverso la luce dello Spirito Santo, quale sia il bisogno spirituale più impellente e necessario in un particolare frangente storico (la parola Vescovo in greco si dice “Episcopo”, che significa proprio “colui che guarda dall’alto”). Ed ecco, la Chiesa oggi ha più che mai bisogno di misericordia. Continua, il Papa, nell’udienza generale: «Questo Giubileo, insomma, è un momento privilegiato perché la Chiesa impari a scegliere unicamente “ciò che a Dio piace di più”. E, che cosa è che “a Dio piace di più”? Perdonare i suoi figli, aver misericordia di loro, affinché anch’essi possano a loro volta perdonare i fratelli, risplendendo come fiaccole della misericordia di Dio nel mondo. Questo è quello che a Dio piace di più». Ora, io non sono il Papa, ma un semplice Parroco di un paesello di media montagna. Ma, come parte di questa Chiesa bisognosa di Misericordia, sento di dover far risuonare—con Papa Francesco—queste parole anche su quella piccola “fettina di Chiesa” che è la nostra Comunità cristiana di Laxolo. La Chiesa universale ha bisogno di misericordia… la Chiesa che vive in Laxolo ha bisogno di misericordia! Si sa che in un paese piccolo, chiuso in una valle di montagna, si possono presentare sia gli aspetti positivi (il conoscersi tutti personalmente e non in modo superficiale, il sentirsi tutti un’unica famiglia, l’essere attenti e solidali gli uni verso gli altri), ma anche le pieghe più negative… quelle del pettegolezzo, del giudizio, dell’invidia, della critica e della cattiveria. Sì, la cattiveria. Purtroppo in questi ultimi mesi, come “centro” di tante relazioni, sono stato il destinatario di confidenze dolorose di persone che stanno subendo indicibili cattiverie che non si reggono su nient’altro che la gelosia, l’invidia, la cattiveria del voler far del male con lo scopo preciso di farlo… Ebbene, per noi cristiani, in questi frangenti non esiste altra “arma” e medicina che la misericordia. Ce lo ricordava don Davide Rota nelle Catechesi vicariali di Avvento: se si vuole ottenere giustizia (alla maniera umana, con avvocati, giudici e tribunali), l’unica maniera è diventare più cattivi e spietati di chi ti ha fatto del male. Ma non è questa la via scelta da Gesù. Lui ha scelto la misericordia. Nei confronti di chi lo he messo in Croce ha avuto, fino alla fine, parole di misericordia: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». Ed è quello che continua a ripetere nei confronti di ciascuno di noi, ogni giorno, in occasione dei nostri piccoli o grandi peccati, delle nostre piccole o grandi cattiverie e malvagità. Il mondo ha bisogno di misericordia, la Chiesa ha bisogno di misericordia, ognuno di noi ha bisogno di misericordia! E l’unico modo per entrare in questo mare di Amore che è la misericordia divina, è gettarci tra le sue braccia e chiedergli perdono. Solo dopo aver chiesto sinceramente, e aver ricevuto umilmente e più volte il suo perdono, potremo anche noi diventare «fiaccole della misericordia di Dio nel mondo». A Maria, Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, allora, quando chiediamo di aprirci «i tesori inesauribili d’amore e di misericordia in Esso racchiusi», chiediamo non certo di facilitare l’uscita della misericordia dal cuore di Dio, ma che noi desideriamo farcene inondare, senza pensare di non esserne proprio noi i destinatari così bisognosi. Proprio secondo le prime parole del Papa all’inizio del suo ministero: «Non dimenticate questo: il Signore mai si stanca di perdonare! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il perdono». Chiediamo allora questo a Maria, Nostra Signora, quest’anno, durante il breve momento di silenzio verso la fine della preghiera della Novena: «Madre Nostra, quando ti chiediamo di aprirci il Cuore del tuo Figlio perché ne escano i tesori della sua Misericordia, apri prima i nostri cuori così duri e cattivi, perché non scivoli su di essi l’infinita e immensa misericordia di Dio. Fa’ che non smettiamo di chiedere perdono e misericordia! Anche quando ci sembra di essere destinatari della cattiveria altrui, fa’ che sentiamo l’esigenza di chiedere anzitutto perdono per noi stessi, per i nostri peccati, perché solo così impareremo a diventare misericordiosi come il Padre nostro celeste, e a perdonare di cuore ai nostri fratelli!»