sabato 16 marzo 2013

Misericordia, misericordia, misericordia!

“Ecco, io faccio una cosa nuova,
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?”


Sono le stupende parole, piene di speranza, che il profeta Isaia ci annuncia da parte di Dio (nella prima lettura di oggi).
Sembrano scolpite apposta da secoli lontani per raccontare cosa sta avvenendo nella Chiesa in questi giorni. 
Tutti noi cristiani (ma anche molta gente non credente) abbiamo l’impressione che lo Spirito Santo abbia iniziato a soffiare forte sulla Chiesa, e che qualcuno se ne sia finalmente accorto.
Fin dal primo sguardo dolce e fermo di Papa Francesco mercoledì sera, e dal suo semplice “buonasera!” ci è parso di sentire questo forte vento che ha la forza di spazzare via tutte le nubi che da tempo aleggiano nel nostro cuore preoccupato e rassegnato.
È un aria che commuove, che suscita speranze, che mette coraggio di potercela fare.
Così dev’essersi sentita la donna di cui ci parla il vangelo oggi… 
Appena un attimo prima si credeva ormai spacciata, morta.
Un attimo dopo invece si ritrova nel deserto, senza più nessuno attorno.
Ma non è da sola.
Con lei è rimasto Gesù, Colui che nel deserto ha aperto una strada e nella steppa ha fatto scorrere fiumi (sono altre parole di speranza che troviamo ancora nel brano di Isaia della prima lettura).
È la strada del perdono, sono fiumi di misericordia, che fanno germogliare il cuore.
Gesù scrive per terra la Legge della misericordia, la incide sulla pietra, ricordando ai “funzionari esperti della legge” che a forza di travisare la Parola si sono dimenticati di che cosa Dio stesso aveva scritto (proprio col Suo dito!) sulle tavole di pietra consegnate a Mosè sul monte Sinai.
Ed eccolo allora il nostro Papa Francesco, che nella sua prima mattina di pontificato, correndo a Santa Maria Maggiore per ringraziare e invocare la Madonna, stringe la mano a tutti i padri Domenicani raccomandando: “Voi siete i confessori… Misericordia, misericordia, misericordia! Siate misericordiosi verso le anime, ne hanno bisogno”.